stampa

Liscio assassino

liscio-assassino

La Banda Putiferio racconta con il piglio delle grandi orchestre di liscio, con la verve dei cantastorie, con la bellezza delle folk band. “Liscio Assassino” è un libro in cui perdersi. “Liscio assassino” è un Cd in cui gettarsi. La Banda Putiferio ha fatto un altro centro. Complimenti. Sinceri complimenti. Andrea Tinti (Corriere della Sera Bologna)

 

“… Lo stile della Banda Putiferio è quello del liscio dei tempi andati, di una Milano socialmente molto differente, dove uno spesso tessuto teneva viva la metropoli. Ora rimangono alcune sacche di socialità slegata dal business, ma è sempre più difficile trovarle, anche se molte sono presenti in questo libro. Un modo divertente ed inusuale di narrare storie e mondi ormai quasi dimenticati.” Massimo Argo (iyezine)

 

“ … Un lavoro interessantissimo, poiché, sotto una patina scanzonata, comunica testi di grande spessore, che s’inseriscono nel solco della tradizione di analisi sociale del miglior teatro-canzone.” Marianna Giordano (giornalista musicale)

 

“Sangue, crimine e balera. Storie noir e a tinte fosche di assassini seriali, ma soprattutto di crimini sociali, come s’addice al meglio della letteratura “nera”… da sperimentatori incalliti e curiosi i membri della Banda Putiferio stavolta hanno provato la loro innata attitudine punk con le atmosfere del liscio da ballo dell’epoca della “Ligèra”, la “mala” meneghina …” Fabio Luongo (Il Giorno)

 

“… Quattordici canzoni che raccontano di feroci assassini che diventano buffi spunti, sette racconti a cura di penne acute e incisive come quelle di Gianluca Morozzi o Eva Clesis, cinque poesie su omicidi veri e propri o piante da appartamento. Liscio Assassino si offre a molte orecchie e parecchi sguardi e, se si pensa che tutto è partito dallo schiribizzo di Daniele Manini di conoscere il liscio ambrosiano, con alla sua destra il grande Gianluca Mercadante, si rimane piacevolmente stupiti.” Francesca Ognibene (Radio Sherwood)

 

“… Il loro è uno stile che accomuna teatro, cabaret e canzone … lo spettacolo dal vivo è multimediale: fatto di musica, parole e immagini …” Giordano Casiraghi (giornalista musicale)

 

“… un’interessante raccolta di brevi racconti con l’omicidio, la morte violenta, l’assassinio come protagonisti. Inquietante e ben fatto … l’album è un inusuale viaggio sonoro attraverso gli schemi cari al liscio, tra polka , mazurka, valzer, swing/foxtrot, tango, ma condito da testi, seppur ironici, niente affatto solari. Si avvertono le influenze dei grandi della musica italiana che si sono avvicinati al genere come Jannacci o Capossela, ma la scrittura e l’interpretazione sono sempre personali e distintive.” Tony Face (giornalista musicale)

 

“… un’interessante e divertente escursione nel liscio ambrosiano: genere musicale dimenticato con radici storiche sorprendenti!” Radio Great Complotto (Pordenone)

 

“… quello che ritengo il passo più significativo della raccolta sono le Canzoni. I testi cioè che accompagnano il cd che è incluso nel progetto … immaginate tutte queste storie e in più datevi lo slancio per affrontare una musica che la Banda Putiferio ricostruisce nella perfetta traccia del liscio ambrosiano …” Alfredo Ronci (Il paradiso degli orchi)

 

“… molto ben fatto, oltre che intrigante e originale … un modello (esperienza) pressoché unico nel (ahinoi) asfittico panorama italico.” Luca Ferrari (giornalista musicale)

 

“… il nuovo album, che come sta diventando ormai consuetudine del gruppo, è uscito in forma di libro con allegato un cd … i brani del disco spesso hanno collaboratori, che possono essere autori dei testi o attori, cabarettisti che collaborano nel collettivo anche recitando nel cd …” Alessandro Achilli (Radio Popolare)

 

“La scelta dello stile musicale è indovinatissima: i vecchi wavers si cimentano con le armi soniche da balera, per ritrovare ‘sti gusti e ‘sta roba di moda serve fare un salto indietro nel tempo di cinquant'anni almeno.” Marco Pandin (Rivista “A”) “… uno dei gruppi più esuberanti della piazza lombarda …” Estratto da un comunicato stampa del Museo del Fumetto di Milano

 

“… un progetto musicale ambizioso, arricchito da racconti e poesie che richiamano il Nick Cave di Murder Ballads. Liscio assassino è una full immersion nella violenza metropolitana e assurda che popola i trafiletti della cronaca nera, arricchita da una galleria di personaggi caricaturali e bizzarri che sembrano usciti da un film di Tarantino. Il linguaggio di queste pagine che corredano splendidamente il cd trasuda follia e alienazione, in una ricerca del macabro ironica e paradossale che non può non risultare divertente …” Lorenzo Coppolino (Mangialibri)

 

“… la Banda Putiferio ha fatto del suo meglio per raccogliere un suo speciale museo degli orrori, collezionando casi e storie singolari che, anche se riraccontate con ironia, non possono che inorridirci e spaventarci. Per raccontarle il gruppo capitanato da Daniele Manini ha fatto sua la sua scuola di maestri delle murder ballads meneghine, come il Signor J e il Signor G, ha fatto sua la scuola del teatro di San Vittore di Giorgio Strehler cantato da Ornella Vanoni, ha imparato mosse, posture e cantati da Fred Buscaglione e Renato Carosone, ha ricaricato la melodia del liscio con il punk ironico e al vetriolo dei CCCP (pensate alla classica O Battagliero!). E allora, non resta che sedere anche voi nella speciale balera allestita dalla Banda Putiferio aspettando che il capo orchestra comandi ad alta voce: «Vai col liscio!».” Luca Crovi (dalla prefazione)

 

“Gran varietà a tinte noir, orchestrato da Daniele Manini, cantattore della Banda Putiferio, e Gianluca Mercadante. Collettivo espanso, capace di un gustoso amalgama di scritture e suoni. I rituali del ballo liscio ambrosiano … ceti popolari, periferici, la Ligera della prima metà del 900, qui “confrontati “ con passati prossimi e l’oggi quotidiano …” Massimo Pirrotta (Mucchio Selvaggio)

 

“… Un'operazione teatral - letteraria che forse trova il suo scopo e la sua casa ideali in una rappresentazione dal vivo … le ricerche e gli ambienti dedicati danno vita a uno scenario sicuramente interessante …” Enzo Gentile (giornalista musicale)

 

“… L’obiettivo del gruppo è contaminare il ballo liscio (delle atmosfere tipiche da balera) con il giallo letterario.” Rosanna Scardi (Corriere della Sera Bergamo)

 

“… Dalla pista da ballo al serial killer … un cd che va a scavare nella tradizione del liscio ambrosiano … liscio folk dai toni irridenti e canzonatori strutturato come un film: primo e secondo tempo …” Giusy Taglia (Il Cittadino di Monza)

 

“Delitti e liscio … un’interessante antologia dove la musica della Banda Putiferio si unisce alla letteratura gialla e noir . Curata  da Gianluca Mercadante e Daniele Manini , l’antologia con l’introduzione di Luca Crovi,  è un interessante mix di racconti,  poesie e canzoni sul temi neri …” Flavia Parente (Araldo dello spettacolo)

 

“ … Se d’altro canto non esistesse la musica dei Banda Putiferio, e la ricerca che questa volta ha spinto i monzesi musici a ripercorrere le tracce storiche e le ambientazioni sonore del liscio ambrosiano e della Ligèra milanese, è piuttosto probabile che nessuna delle seguenti pagine sarebbe stata scritta, inclusa quella che state leggendo ora…” Gianluca Mercadante (dalla prefazione)

 

“… hanno dato via a questo lavoro corposo, ricco e di musica, poesia e racconti, dove entra l’elemento dell’omicidio seriale e sociale. Il tutto venato anche da elementi grotteschi, giocosi, in cui compare del sangue, ma c’è anche divertimento … un bel lavoro che contiene diversi contenuti artistici … assolutamente consigliato …” Gianluca Polverari (Radio Città Aperta).

 

 Il paradiso delle trottole

cover-trottole-web

“…Nei loro versi si scansano abilmente sentimentalismi, lasciando spazio a liberi pensieri e ad uno straordinario humour, capaci di rendere le rivoluzioni popolari, comprensibili a tutti. Il taglio cinematografico delle illustrazioni, aiuta nella comprensione di quella che può essere considerata una struttura chiusa della filastrocca, creando un vero capolavoro della canzone narrata.” (Maria Chiara Arconte, “Mauxa”)

“…storie a fumetti e originali canzoni, i cui testi sono un po’ filastrocche, un po’ denuncia sociale, avventure per bambini cresciuti per i quali il lavoro precario è più importante della fiaba… una seria parodia della leggerezza giocata su ritmi e motivi di facile lettura, eppure colti e raffinati.” (Vincenzo Sparagna, “Frigidaire”)

“ …La forza del volume, infatti, è proprio nella sua valenza polifonica, non solo per quanto riguarda la musica, ma soprattutto per quanto riguarda le storie che si alternano cambiando mille volte registro, struttura, stile e impatto emotivo. Piccole perle dove ogni artista, che ha collaborato con la Banda, ha dato il meglio di sé…” (Elisabetta Tirabassi, “Divertimento.it”)

“… Il progetto della Banda Putiferio è tanto chiaro quanto raro, si potrebbe anzi dire pressoché unico, nell'attuale panorama della canzone d'autore italiana... Altro fatto sostanziale è la natura di progetto aperto del lavoro della Banda Putiferio, all'incrocio con le esperienze artistiche più diverse, e sollecitante di collaborazioni che ne ampliano costantemente il raggio…” (Gianfranco Manfredi, dalla prefazione)

“…Di connubi tra musica e fumetti la storia ne è piena… però una cosa come questa, proposta dalla Banda Putiferio, non mi era ancora capitata di vederla…” (Alberto Naldini, “Saltinaria”)

“… i personaggi delle canzoni della Banda Putiferio si rivelano essere ben più che provocazioni immaginifiche, quanto precisi atti d’accusa contro il disagio coatto del tempo in cui viviamo. Anche la scelta di una multimedialità alternativa al virtuale obbligatorio è, se vogliamo, un segno concreto della posizione critica contro il presente che è la cifra con cui la Banda ama essere contrassegnata…” (Enrico Lucchesi, “Folk Bulletin”)

“… La Banda Putiferio non lesina nulla, né in produzione né in chiarezza del messaggio, unendo il meglio del fumetto italico alla crema dei musicisti sulla piazza (scorrere i credits per credere): il risultato, per brio e ispirazione, è da annale.” (Paolo D’Alessandro, “L’isola che non c’era)

“…la ricchezza di questo libro + cd, per il quale e intorno al quale la Banda Putiferio ha raccolto un pool di creatività veramente straordinario…” (Giancarlo Susanna, “Rockerilla”)

“…Una raccolta di “Storie e canzoni per bambini cresciuti” la cui forza risiede proprio nella multimedialità: se è vero che sia tavole che brani potrebbero vivere di vita propria, la loro fruizione contemporanea fa sì che l’esperienza visiva e quella auditiva non soltanto si completino, ma finiscano per esaltarsi a vicenda…” (Aurelio Pasini, “Mucchio”)

“E’ un progetto articolato che coinvolge una trentina di musicisti e disegnatori…ideato per rivisitare con disincantata ottica adulta il mondo della fiaba e della canzone per bambini…immagini e suoni si compenetrano a vicenda in una sorta di artigianale audiovisivo. Non a caso troviamo in apertura un omaggio al bel film a cartoni animati di Gino Gavioli “Putiferio va alla guerra” da cui la banda ha preso il nome…un collage organico di nuove storie e filastrocche infantili, rese graficamente da validi fumettisti e disegnatori…Musicalmente ballate combat-folk e recitativi da “fiabe sonore” si alternano a pregnanti orchestrazione di rock cameristico “d’autore”…. (Vittore Baroni, “Rumore”)

“…che il progetto della Banda Putiferio è di certo coraggioso e stimolante, soprattutto per il tentativo di cercare di edificare una sovrastruttura a fumetti a un loro lavoro pensato per l'occasione, composto da canzoni che già sono di per sé delle storie, piccoli universi compiuti, all'interno delle quali non è difficile trovare una qualsiasi forma di “morale”, magari eterodossa, con risvolti grotteschi e surreali, ma che comunque si ritaglia sempre un posto in primo piano nella poetica della Banda…” (Alberto Casiraghi , dalla postfazione)

“…Un cd per bambini grandi con tanti dolci fronzoli…” (Francesca Ognibene, “Radio Sherwood”)

“…Il libro è bello, magnetico, si lascia accarezzare e guardare e guardare ancora. Il disco, le canzoni, le musiche qui dentro: lo so, sono tutte bellissime. Quanto vorrei vedere queste canzoni danzare nel cielo come rondini, a far festa a una primavera dello spirito e della gioia. Le vorrei tutte dentro una storia a lieto fine, titoli di coda e liberazione, anche se dovessi attraversare fiamme e scontri e nuvole di lacrime e corse a perdifiato e sassi in volo.” (Marco Pandin, “Rivista Anarchica”)

“… non è un disco per bambini… Le storie e le canzoni si rivolgono ai bambini cresciuti, cioè agli adulti, andando a pescare nell’immaginario infantile, usandolo come leitmotiv, come filo conduttore, ma più spesso come fondale “fittizio” su cui operare veri e propri ribaltamenti di senso. In particolare si attinge all’immaginario di chi è stato bambino negli anni 70, crescendo poi magari a suon di letture di fumetti.” (Silvano Rubino, “La brigata Lolli”)

“…Un'autentica forma di espressione 'popolare', da strada, dalla struttura di spettacolo itinerante, caleidoscopico, politico, metaforico, poetico.” (“Ladeabicefala” di Luca Ferrari)

“Progetto ambizioso (e riuscito) in cui un cd di musica severa ma autorevole tra canzone d’autore e combat folk si affianca ad un libro di fumetti. Collaboratori di rango … e lavoro di sicura eccellenza. “ (Tony Face, Radiocoop)

“… Quelli della Banda Putiferio sono dei geniacci. C’è poco da fare è così. Per il nuovo progetto hanno pensato bene di unire musica e fumetti… Un libro che è la colonna visuale del cd, un cd che è la colonna sonora del libro… Complimenti alla Banda Putiferio. Sinceri complimenti.” (Andrea Tinti, “Musicplus”)

“…è un libro di fumetti musicali, politicamente attivo e musicalmente “evoluto”… per chi ama leggere i fumetti in compagnia di buona musica e viceversa.” (Luigi La Delfa, “Jam” )

“… è un progetto di musiche, canzoni, fumetti. A suonare e cantare ci pensa l’ottima Banda Putiferio di Daniele Manini. A disegnare una serie di autori di tutto rispetto… Ne viene fuori un oggetto multimediale da ascoltare, leggere e guardare insieme e separatamente. Musica ricca, popolare e un po’ anarchica…” (Renato Pallavicini, da “Il calzino di Bart” sull’ ”Unità”)

“Melange perfetto tra lavoro grafico e note della Banda Putiferio: ogni traccia del disco è illustrata parodisticamente attraverso le spietate provocazioni dei personaggi. Fumetti e musica l’accoppiata vincente di un prodotto originale che tocca con leggerezza temi sociali e di attualità” (“Freccia”, mensile FS)

“… Chi mastica di Graphic Novel e Fumetto d'Autore sa bene che la narrazione fatta di parole e immagini ha una forza espressiva del tutto particolare. Peggio per voi se siete ancora fermi a credere che le vignette siano esclusivo appannaggio dei bambini e dei nerd. Alla forza espressiva di qui sopra, aggiungete l'intuito visionario degli autori, la scelta di pescare da filastrocche e miti di ieri e l'ausilio di un supporto “forte” come quello sonoro…” (Marco Ragni, “Ghotic Network”)

“…Quasi un grande booklet in cui palcoscenico, vignette e testi si contendono l'attenzione del lettore/ascoltatore… In più, il fascino senza tempo della ninna nanna, della filastrocca e della fiaba rimanda all'infanzia, sottile filo rosso che percorre l'opera, saldo e comune a tutti i frammenti che la compongono nonostante l'eterogeneità delle espressioni e dei ritmi. I “bambini cresciuti” del sottotitolo possono essere i bravi musicisti della Banda Putiferio o gli altrettanto pregevoli artisti che hanno ritratto i volti delle canzoni; soprattutto, però, sono una specie di nuova, coloratissima, casta di intellettuali low cost e low budget che utilizzano con sapienza la ballata popolare e il fumetto per dire molto e molto bene…” (Flavio Camilli, “Mangialibri”)

“… è un’esperienza del tutto originale e da vivere sfruttando a pieno i diversi sensi: tatto, udito, vista su tutti. Un modo tutto nuovo per rendere il fumetto interattivo senza il bisogno di ricorrere a strumenti informatici e la nuova dilagante tecnologia digitale. Un contesto tutto diverso per apprezzare – piccole perle di stile - le capacità di professionisti che da tempo fanno la fortuna delle case editrici per la loro passione ed il loro sapersi distinguere. Probabilmente un esperimento del genere non si ripeterà così facilmente.” (“Comicblog”)

“… è un vero capolavoro di precisione e minuzia, attento al dettaglio, perfino nel riprodurre il clang stiracchiato di una trottola, e cesellato nel suo contorno d’immagini e fantasie visive inedite, bellissime… vedo nel lavoro della Banda Putiferio una grande potenza che deriva dalla favolistica contaminazione di registro popolare, folk, rock melodico e canzone d’autore.” (Dario Banfi, “Humanitech”)

“…Musica, testualità, immagini e recitazione nelle dosi perfette ed equilibrate… La stessa divisione in atti richiama la spettacolarità di un lavoro da palcoscenico, e con un po' di attenzione, al di là dell'infanzia, si rivelano essere filastrocche da scoprire su più livelli di gusto e di comprensione.” (Eleonora Chiari, “Rock It”)

“A tre anni da Attenzione! Uscita Operai, audio-libro che offriva una profonda riflessione sul mondo del lavoro, Banda Putiferio ritorna con Il Paradiso Delle Trottole, eccellente opera concettuale che affianca il cantautorato al mondo dei fumetti…L’importanza di questo ambizioso progetto consiste nell’ aver trovato un perfetto connubio tra il fumetto e la musica, raccontando con un pizzico di amarezza e nostalgia la vita di ognuno di noi, dominata dal consumismo, segnata dal dolore che ci circonda e privata di quei sogni e quell’innocenza che andrebbero riscoperte.” (Salvatore Esposito “Blogfoolk”)

“…Rimarrà nei miei come nei vostri ricordi, come le favole… Davvero una bella esperienza, che ritengo vada ripetuta avvicendando ascolto e lettura, per poi ri-unirle e ricominciare un nuovo viaggio.” (Anna Bossi “Tau Beta Blog”)

Alcune recensioni ed un'intervista per il cd-libro
"Il Paradiso delle trottole" (Tunué - editori dell'immaginario)
 
 
 

Cidilibro “Attenzione! Uscita operai”(No-Reply – collana “Contagi”)

uscope

“…Un libro di racconti dove ogni storia è sottolineata da una delle canzoni contenute nel cd abbinato; questo è il progetto vivo della Banda Putiferio, un progetto ricco e dal gran coraggio, ambizioso, che riporta quella patina “rivoluzionar surreale” del realismo controculturale di quei magnifici anni '70… (Massimo Sannella da “Mescalina”)
 
“..Sarà buona cosa tenere questo audio-libro a portata di mano e tornare a rileggerlo fra qualche anno, dopo che Berlusconi, Tremonti, Bossi e Maroni (con la complicità di Veltroni, Treu e Bersani) avranno affossato definitivamente il residuo di speranza per un mondo del lavoro più equo ed umano.” (Luca Ferrari)
 
“Le musiche… fanno solo finta di fare da tappezzeria alle parole, e invece ci scavano attorno, smuovono le sillabe, spezzettano i suoni e li inframmezzano alle vocali e alle consonanti creando ibridi pazzeschi… Dietro al sarcasmo dei testi una tristezza sconfinata, la consapevolezza che domani è ancora distante e che ancora più distante è il giorno di paga...”  (Marco Pandin dalla rivista “A”)
 
“ Arricchisce il volume un cd di musiche che, lo dico con estrema franchezza anche se è come darsi la zappa sui piedi noi che di letteratura ci nutriamo, a volte, attraverso testi graffianti e conchiusi, sanno convincere anche di più dei racconti e quindi degli stessi scrittori…”  (Alfredo Ronci, dal“Paradiso degli Orchi”)
 
“…la Banda, con questa nuova uscita discografica, si è gettata a capofitto in un progetto che era anni che non si vedeva in Italia..” (Andrea Tinti da “Musicplus”)
 
“E` sempre più raro incontrare lavori costruiti con tanta cura e passione, con tanta anima e cuore… Un lavoro unico, prezioso, importante, molto importante…” (Tony Face da “Radio Coop”)
 
“…Disco coraggioso a cui non manca niente. Anzi, ha pure un po' di più rispetto al necessario…” (Bielle)
 
“…lo stile graffiante e sottile della Banda Putiferio e l’ottima interpretazione di Daniele Manini: 16 canzoni con testi mai banali, ironici e divertenti abbinate a racconti che illustrano il complicato, variegato e talvolta irrazionale mondo del lavoro...” (Europa Sera)
 
“…Un libro musicale divertente e ironico, per riflettere sulla precarietà della situazione lavorativa… (Cristiana Vianello da “Musica & Dischi)
 
“ Un progetto alto, per ispirazione e argomento, che rende pienamente merito dello sforzo produttivo e di coordinamento… Banda Putiferio, bravi davvero! (Enrico Lucchesi da “Folk Bullettin”)
 
“..Un piccolo grande progetto messo assieme da una band coraggiosa… In altri tempi si sarebbe parlato di “disco militante” ed è solo un complimento…” (Mai da “Il Sole 24min.”)
 
“Strano: ce li avevano dati ormai per estinti e invece rieccoli affacciarsi nel titolo di un librocidì. Gli operai, quegli ingombranti residuati dell’era industriale che troppo spesso non hanno nemmeno la buona creanza di andare a morire lontano dai posti di lavoro…”
(Elio Bussolino da “Rockerilla”)
 
“Molto interessante è questo stretto rapporto di commistione tra la forma di espressione canzone e quella letteraria, due mondi differenti ma in realtà molto vicini… Consigliato a chi non si ferma al primo ascolto ma ama leggere, approfondire e meditare.” (Stefano Tognoni Da “L’isola che non c’era”)
 
“… proprio mentre si consumava il rito pagano della canzone italiana ho scoperto un gruppo molto interessante, che parla di lavoro nelle sue canzoni. È la Banda Putiferio che ripercorre la strada dei temi del lavoro. Come non associare questa cultura, oggi viva, ricordiamolo, alla migliore tradizione che espresse per esempio Fabrizio De Andrè con “Storia di un Impiegato?" (dal blog del giornalista Dario Banfi)
 
“…Un progetto assolutamente ben riuscito e immerso nella realtà, definito in quarta di copertina “opera collettiva, nata dal desiderio di denunciare, con una vena di sarcasmo, situazioni che solo dieci anni fa non avremmo considerato accettabili”. (dal libro di Margherita Zorzi "Cantare il lavoro" ed. Zona)
 
 
 
 
Cd "Le stanze dei giochi" 2004 (distr. "Tre Lune Records")
 
stgio
"...Un disco estremamente interessante, profondo e convincente..." (Fabio Schiavo – “Musica&Dischi ")
 
"... moderni cantastorie; un tentativo intelligente e di erudizione tutta popolare, una specie di repertorio di proletaria saggezza..."  (Manuela Bua - "Music Club")
 
"...disco buono per gli spiriti disincantati – mentre lo sconsiglio alle anime belle che spopolano di questi tempi." (Alberto Muffato - " Rock it ")
 
“…L’orchestrazione complessiva sa essere ricca e suggestiva…” (Rosario Pantaleo – “L’isola che non c’era”)
 
"...passeggiare in mezzo a testi intelligenti e ficcanti è sempre un piacere..." (Giorgio Maimone - "La brigata Lolli")
 
“…un disco che va a rinfoltire una scena ormai matura per essere apprezzata anche dal grande pubblico…” (Andrea Tinti – “Music Plus”)
 
“….Ironia, disinvoltura e tanta intelligenza per affrontare fortune e debolezze della società civile attuale, qua spogliata di qualunque ipocrisia…” (Giuseppe “Pepe” Carpitella – “Rock Sound”)
 
“ …E’ un disco coinvolgente, che mescola bene ingredienti di ottima qualità.”   (Simone Broglia – “Mescalina”)
 
“…un viaggio privato italiano di Tom Waits e David Thomas finiti a cucinarsi una pasta, bere vino e grappa di contrabbando a casa di Vinicio Capossela.   Ma qui non c’entrano né Tom né David né Vinicio, perché si va ben oltre...”(Marco Pandin – “Rivista Anarchica”)