Alcune recensioni ed un'intervista per il cd-libro
"Il Paradiso delle trottole" (Tunué - editori dell'immaginario)
 
http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/il-paradiso-delle-trottole/
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/361/49.htm
http://www.lucaferrari.net/articolo.php?ID=354
http://folkbulletin.folkest.com/il-paradiso-delle-trottole-banda-putiferio-autori-vari-librocd-tunue-editore-euro-1750/
http://www.bielle.org/2011/Recensioni/Rece_PutiferioTrottole.htm
 
http://www.lospaziobianco.it/28357-nel-paradiso-trottole-intervista-banda-putiferio#comments
 
 
                                   

  Cidilibro  “Attenzione! Uscita operai”(No-Reply – collana “Contagi”)

“…Un libro di racconti dove ogni storia è sottolineata da una delle canzoni contenute nel cd abbinato; questo è il progetto vivo della Banda Putiferio, un progetto ricco e dal gran coraggio, ambizioso, che riporta quella patina “rivoluzionar surreale” del realismo controculturale di quei magnifici anni '70… (Massimo Sannella da “Mescalina”)
 
“..Sarà buona cosa tenere questo audio-libro a portata di mano e tornare a rileggerlo fra qualche anno, dopo che Berlusconi, Tremonti, Bossi e Maroni (con la complicità di Veltroni, Treu e Bersani) avranno affossato definitivamente il residuo di speranza per un mondo del lavoro più equo ed umano.” (Luca Ferrari)
 
“Le musiche… fanno solo finta di fare da tappezzeria alle parole, e invece ci scavano attorno, smuovono le sillabe, spezzettano i suoni e li inframmezzano alle vocali e alle consonanti creando ibridi pazzeschi… Dietro al sarcasmo dei testi una tristezza sconfinata, la consapevolezza che domani è ancora distante e che ancora più distante è il giorno di paga...”  (Marco Pandin dalla rivista “A”)
 
“ Arricchisce il volume un cd di musiche che, lo dico con estrema franchezza anche se è come darsi la zappa sui piedi noi che di letteratura ci nutriamo, a volte, attraverso testi graffianti e conchiusi, sanno convincere anche di più dei racconti e quindi degli stessi scrittori…”  (Alfredo Ronci, dal “Paradiso degli Orchi”)
 
“…la Banda, con questa nuova uscita discografica, si è gettata a capofitto in un progetto che era anni che non si vedeva in Italia..” (Andrea Tinti da “Musicplus”)
 
“E` sempre più raro incontrare lavori costruiti con tanta cura e passione, con tanta anima e cuore… Un lavoro unico, prezioso, importante, molto importante…”
(Tony Face da “Radio Coop”)
 
“…Disco coraggioso a cui non manca niente. Anzi, ha pure un po' di più rispetto al necessario…” (Bielle)
 
“…lo stile graffiante e sottile della Banda Putiferio e l’ottima interpretazione di Daniele Manini: 16 canzoni con testi mai banali, ironici e divertenti abbinate a racconti che illustrano il complicato, variegato e talvolta irrazionale mondo del lavoro...”
(Europa Sera)
 
“…Un libro musicale divertente e ironico, per riflettere sulla precarietà della situazione lavorativa…
(Cristiana Vianello da “Musica & Dischi)
 
“ Un progetto alto, per ispirazione e argomento, che rende pienamente merito dello sforzo produttivo e di coordinamento… Banda Putiferio, bravi davvero!
(Enrico Lucchesi da “Folk Bullettin”)
 
“..Un piccolo grande progetto messo assieme da una band coraggiosa… In altri tempi si sarebbe parlato di “disco militante” ed è solo un complimento…” (Mai da “Il Sole 24min.”)
 
“Strano: ce li avevano dati ormai per estinti e invece rieccoli affacciarsi nel titolo di un librocidì. Gli operai, quegli ingombranti residuati dell’era industriale che troppo spesso non hanno nemmeno la buona creanza di andare a morire lontano dai posti di lavoro…”
 (Elio Bussolino da “Rockerilla”)
 
“Molto interessante è questo stretto rapporto di commistione tra la forma di espressione canzone e quella letteraria, due mondi differenti ma in realtà molto vicini… Consigliato a chi non si ferma al primo ascolto ma ama leggere, approfondire e meditare.”
(Stefano Tognoni Da “L’isola che non c’era”)
 
“… proprio mentre si consumava il rito pagano della canzone italiana ho scoperto un gruppo molto interessante, che parla di lavoro nelle sue canzoni. È la Banda Putiferio che ripercorre la strada dei temi del lavoro. Come non associare questa cultura, oggi viva, ricordiamolo, alla migliore tradizione che espresse per esempio Fabrizio De Andrè con “Storia di un Impiegato?”
(dal blog del giornalista Dario Banfi)
 
“…Un progetto assolutamente ben riuscito e immerso nella realtà, definito in quarta di copertina “opera collettiva, nata dal desiderio di denunciare, con una vena di sarcasmo, situazioni che solo dieci anni fa non avremmo considerato accettabili”.
(dal libro di Margherita Zorzi "Cantare il lavoro" ed. Zona)
 

 

Cd "Le stanze dei giochi" 2004 (distr. "Tre Lune Records")
 
"...Un disco estremamente interessante, profondo e convincente..."         (Fabio Schiavo – “Musica&Dischi ")
 
"... moderni cantastorie; un tentativo intelligente e di erudizione tutta popolare, una specie di repertorio di proletaria saggezza..."  (Manuela Bua - "Music Club")
 
"...disco buono per gli spiriti disincantatimentre lo sconsiglio alle anime belle che spopolano di questi tempi." (Alberto Muffato - " Rock it ")
 
…L’orchestrazione complessiva sa essere ricca e suggestiva…”    (Rosario Pantaleo – “L’isola che non c’era”)
 
"...passeggiare in mezzo a testi intelligenti e ficcanti è sempre un piacere..." (Giorgio Maimone - "La brigata Lolli")
 
“…un disco che va a rinfoltire una scena ormai matura per essere apprezzata anche dal grande pubblico…” (Andrea Tinti – “Music Plus”)
 
….Ironia, disinvoltura e tanta intelligenza per affrontare fortune e debolezze della società civile attuale, qua spogliata di qualunque ipocrisia…” (Giuseppe “PepeCarpitella – “Rock Sound”)
 
“ …E’ un disco coinvolgente, che mescola bene ingredienti di ottima qualità.”   (Simone Broglia – “Mescalina”)
 
“…un viaggio privato italiano di Tom Waits e David Thomas finiti a cucinarsi una pasta, bere vino e grappa di contrabbando a casa di Vinicio Capossela.   Ma qui non c’entrano Tom David Vinicio, perché si va ben oltre...”(Marco Pandin – “Rivista Anarchica”)