Flessibilina: Flexy cerca lavoro (2008)



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I fasti dei viaggi d’un tempo dove un poeta dell’antichità offriva il proprio vissuto per accompagnare un altro poeta, di tempi meno remoti, attraverso gli ardui sentieri che, dal dolore dell’inferno, potevano condurre alla luce illuminante e non accecante del paradiso, non esistono, né possono più esistere. Sul mappamondo del lavoro, i fiumi e le montagne cedono il posto a sbarramenti e i vasti mari si trasformano in insuperabili check-point. I deserti sono fatti da istantanei part-time in orizzontale e verticale che appaiono e scompaiono con la rapidità dell’allucinazione. Il cammino dantesco viene quindi spodestato da un più moderno e funambolico gioco dell’oca disoccupata, dove l’andare è ridotto a un errare sempre più claustrofobico. Nella propria ricerca di punti- qualità -lavoro, Flexy (questo è il nome del pioniere donna della brama del posto fisso) incontra svariati personaggi narrati ed in prima persona. Trascinata da un vortice di racconti e canzoni, viene a scoprire alcuni mondi delle professioni più o meno “precarizzate”. 

 

 

 

“Parole Stanze” è il recital della Banda Putiferio dove le canzoni del cd “Le stanze dei giochi” vengono sezionate e suddivise in differenti argomenti, che spaziano tra i malanni del vivere sociale e citazioni a lavori di Bertold Brecht, Stefano Benni, Peter Greenaway e Italo Calvino. Un percorso volutamente accidentato dove si susseguono umori e canzoni con poesia, reading e narrativa. 

Parole stanze (2006)



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Cronache terrestri (2005)

Viaggio tra teatro, letteratura e media giornalistici, nei meandri dei piccoli e medi vissuti umani. La Fantascienza delle “Cronache Marziane”, di bradburiana memoria, viene appresa e scavalcata in una ricerca di teatro canzone con fisarmonica, reading tv, e citazioni letterarie. Il tutto seguito da musicisti che viaggiano dal folk al rock indipendente.

 

Casi umani (2002)

“Casi Umani”  è  un  percorso  di  canzoni,  monologhi   e poesie dall’interno di certe persone. Vengono messe in risalto alcune peculiarità caratteriali di vita quotidiana nei suoi aspetti più comuni, con dosi di sano sarcasmo e goliardia, preferendo ai momenti più drammatici un incedere caustico tra le note di  ballate classicheggianti. Una carrellata di personaggi cullati in un viaggio mentale di casi deliberatamente umani,  intesi tali  nel significato più patologico del termine. Gli autori , oltre che dei testi originali, fanno uso di scritti liberamente ispirati da lavori di Charles Bukowski, Ivan Della Mea, Antoine, Dario Fo, Piero Ciampi, George Brassens, Nanni Svampa e Jacques Brel.